Tratto dal blog di Jacopo Fo:

Signore e Signori il dado è tratto!
Dopo lunghe discussioni, che ci hanno molto aiutato a chiarire le idee, (
VEDI QUI) abbiamo deciso di lanciarci nella costruzione di un ecovillaggio. Per fare questo rinunceremo a un progetto che era invece finalizzato alla realizzazione di un centro per le terapie dolci. L'ecovillaggio ci sembra più urgente, perchè in questo momento per molte persone potrebbe rappresentare una porta verso nuove opportunità.
Provo quindi a riassumere qui l'abbozzo dell'idea.
Il posto che abbiamo scelto per questo ecovillaggio, dove abbiamo già la destinazione e la cubatura sul piano regolatore, domina una valle meravigliosa che si sviluppa lungo il corso di un piccolo torrente. Verde a perdita d'occhio, sulle colline. Boschi e oliveti. L'ecovillaggio ha intorno 200 mila mq di verde e confina con il parco di Alcatraz: altri 3 milioni e mezzo di metri quadrati di alberi sassi, rampicanti, cespugli e erba.
Silenzio e canti di uccelli.
Se non vi piace la roba bucolica non veniteci.
Potreste sentirvi male.
Questo per quanto riguarda il dove.
Al momento ci sono solo ruderi e una casa in costruzione per un totale di 1200 mq.
Per quanto riguarda i dati essenziali del progetto cerco di riassumerli.
1) Innanzi tutto niente di ideologico. sostanzialmente ognuno si compra la propria casa e ne è sovrano. Le uniche regole saranno quelle del vivere civile e del mutuo rispetto. Il pieno potere su tutte le decisioni sarà degli abitanti, esattamente come accade in un condominio.
Alcatraz partecipa alla fase di progettazione e costruzione e poi se ne va, non mantiene nessuna posizione di rendita di nessun tipo.
Ovviamente il fatto che l'ecovillaggio sia confinante con il parco di Alcatraz apre una serie di possibilità di sinergie e collaborazioni, ma si tratta di possibilità che dovranno essere mutualmente condivise, non di obblighi.
2) Le costruzioni saranno ecologiche, con isolamento termico, pannelli solari, impianto idrico duale, raccolta del'acqua piovana eccetera... Insomma il massimo che si possa realizzare.
3) Ogni modulo comprende 2000 mq di giardino, di cui 50 a orto, 50 a frutteto, il resto olivi, prati pascoli e bosco. Orto e frutteto avranno un sistema di irrigazione a goccia temporizzato comune. Ogni famiglia avrà quindi terreno sufficiente per i propri fabbisogni alimentari che potrà usare direttamente o dare in gestione a un eventuale orticultore ricevendone in cambio parte del raccolto.
4) Compresa nella proprietà di uno o più dei 64 moduli disponibili da 50 mq, chi compra avrà la comproprietà (stile condominio) di una serie di spazi comuni: lavanderia , sala giochi per bimbi, sala feste, laboratori per artigianato, piscina riscaldata coperta, piscina fredda, bar-ristoro-bazar con 8 camere da letto, impianto fotovoltaico, impianto eolico (se le misurazioni del vento daranno esito positivo), parco condominiale di 70.000 mq. Questa proprietà in percentuale sugli spazi comuni potrebbe rendere del denaro e così coprire tutte le spese condominiali, di riscaldamento e fornire forse addirittura un piccolo utile.
5) Ci saranno possibilità di finanziare l'acquisto con un mutuo ipotecario di lunga durata a tassi fissi e ragionevoli.
6) L'idea è di creare un sistema abitativo che non abbia costi di riscaldamento e di gestione generale e che possa fornire una serie ulteriore di risparmi. Ad esempio non compro la lavatrice perché uso quella collettiva. Non mi serve la camera degli ospiti perché ho a disposizione un sessantaquattresimo delle 8 camere di proprietà comune. Ovviamente ogni utilizzo verrà conteggiato per equità tra i condomini. Chi non utilizza i servizi disponibili ne trae un vantaggio economico, se non utilizzo la mia disponibilità di camere per gli ospiti e queste vengono affittate allora ottengo l'utile che da questo affitto deriva.
7) Il costo di ogni modulo di 50 mq, più frazione di un sessantaquattresimo della proprietà degli spazi condominiali, dovrebbe essere inferiore a 160 mila euro. Ovviamente i conti definitivi si potranno fare con i progetti e i preventivi in mano. I 50 mq si intendono come calpestabile reale. Senza cioè l'uso di quei parametri per i quali vengono conteggiati giardini, muri eccetera come metratura. Parliamo di 50 mq reali di abitazione (di calpestabile) per ognuno dei moduli.
Una persona ovviamente può comprare più di un modulo. Il prezzo comprende 2000 mq di terreno, in parte intorno a casa in parte poco distante (orti, frutteti, bosco) e una quota dell'insieme delle proprietà in comune.
8) Sarà possibile, e verrà contrattata a parte, la possibilità che alcune case siano costruite in autocostruzione con un risparmio sui costi di acquisto.
I TEMPI DI QUESTO PROGETTO
Al momento non sono calcolabili. Ci vorrà il tempo che ci vorrà. Teoricamente in tre anni potrebbe essere costruito e funzionante. Ma bisogna innanzi tutto vedere le adesioni. Dobbiamo partire avendo venduto la maggioranza dll'ecovillaggio sulla carta e raccolto le caparre e le fidejussioni o stipulato i mutui individuali. Secondariamente c'è il problema (in realtà primario) dei tempi burocratici. E su questo, al momento, non sono in grado di esprimermi.
Non è comunque un progetto per persone che hanno fretta. Qui si tratta di costruire tutto da zero.
Per adesso abbiamo solo una conca riparata dal vento del nord e perfettamente esposta a sud a 400 metri d'altezza, la cubatura autorizzata dal piano regolatore, un rudere, lo scheletro di una nuova costruzione, la strada, due ettari di tartufaia, 26 linee telefoniche ad alta velocità, 40 olivi secolari e un bosco meraviglioso.
Il tutto si trova a 8 km dalla strada asfaltata, 12 dal tabaccaio, 14 dalla super strada, 30 km da Umbertide, 40 da Perugia.
TI INTERESSA APPROFONDIRE?
Questa è l'idea generale che ovviamente dovrà essere precisata meglio e definita nei particolari.
Una parte interessante sarà stabilire i modi di coabitazione, le semplici regole di convivenza che riguardano i rumori, l'immondizia, l'uso delle auto, la gestione della parte condominiale della proprietà (ad esempio: chi gestisce il servizio bar-ristoro-bazar-camere? Si fa pagare agli esterni il biglietto per la piscina? E gli abitanti dell'ecovillaggio? Hanno una carta onnicomprensiva dei servizi di cui usufruiscono a prezzo di costo? E i loro ospiti?). Bisognerà redigere un regolamento condominiale e crediamo che ci si deva arrivare con una discussione tra i futuri abitanti.
Insomma si tratta di creare un gruppo di persone interessate a questa esperienza di buon vicinato e capire nei dettagli come si vuole che funzioni. Un'impresa affascinante.
Parliamo di questioni elementari. Ovviamente nessuno dovrà a impegnarsi a nulla al di fuori del rispetto reciproco.
Se tutto va bene a aprile dovremmo avere le idee più chiare. E molto dipenderà dal dibattito che si svilupperà nello spazio dei commenti a questo articolo. E proporremo un fine settimana che sarà uno stage su cos'è esattamente e come funziona un ecovillaggio dal punto di vista delle ecotecnologie e delle modalità abitative (secondo noi).
Allo stesso tempo avvieremo la discussione con chi è interessato in particolare al nostro progetto di ecovillaggio. Anche perché vorremmo che le persone si incontrassero e sapessero chi sono i vicini di casa con cui condividere la lavatrice.
Ovviamente prima di lasciare le case in mano dei proprietari offriremo un tutoraggio per alcuni mesi, soprattutto un'assistenza tecnica. Tutto sarà semplice e automatizzato (viva la domotica, la tecnologia delle luci che si spengono da sole e dell'irrigazione automatica. Ma comunque quattro cose è meglio saperle per non finire in ostaggio della tecnologia.
Se vuoi essere informato su questo progetto scrivi a
ecovillaggio@alcatraz.it.
COSA E' ALCATRAZ
A scanso di equivoci chiarisco ancora una volta che questo ecovillaggio non è Alcatraz. La Libera Università di Alcatraz è un centro culturale che ha spazi per dormire, mangiare (divinamente), tenere corsi eccetera. Le persone che ci lavorano non vivono a Alcatraz, ma nei dintorni. Alcuni che collaborano con noi vivono addirittura in altri posti. Alcatraz non è né un partito né una setta. Pratichiamo la buona cucina, le buone maniere, la comicoterapia e, a volte, il buon senso.
Non abbiamo sistemi per risolvere il problema della morte e del dolore ma pensiamo che in compagnia si soffra meglio.
Lo statuto di Alcatraz, che seguiamo scrupolosamente nella sua versione mai modificata del 1981, consta di pochi essenziali punti.
- La vita è bella ma gli spaghetti sono migliorabili.
- La violenza è inutile ma, soprattutto, faticosa.
- Se ti danno uno schiaffo cerca di schivarlo.
- L'universo adora chi dorme.
- L'unione fa la forza, da soli ci si annoia.
- Anche le formiche hanno i loro diritti.
Per capire meglio cos'è Alcatraz vedi la presentazione-avviso agli ospiti "
Questa casa non è un albergo".
Ribadiamo: l'ecovillaggio è un'entità completamente indipendente che non ha nessun vincolo o legame prestabilito con l'associazione Alcatraz, e viceversa.
Ovviamente, essendo noi persone convinte che la vita sia l'arte dell'incontro, saremo sempre molto ben disposti alla collaborazione, quando è amichevole, reciproca e basata sul mettere assieme le migliori qualità.